#Primo, non curare chi è normale: A proposito di antipsicotici

#primononcurarechiènormale Il fenomeno più bizzarro rimane l’immenso successo dei farmaci antipsicotici. Nonostante presentino effetti collaterali pericolosi, vengono prescritti come fossero caramelle. Gli antipsicotici si sono dimostrati utili solo nella terapia dei sintomi più invalidanti della schizofrenia e del Disturbo Bipolare, ma questo non ha fermato le sirene delle case farmaceutiche, che ne pubblicizzano l’uso per chiunque abbia problemi a dormire, banale ansia, depressione, irritabilità, eccentricità, gli sbalzi d’umore tipici della gioventù o la bizzosità tipica della vecchiaia. Più di 3 milioni di americani sono rimasti coinvolti in questo gioco con un tasso di crescita del 20% annuo, destinato a dare grandi soddisfazioni agli azionisti. Il numero di ricette che prescrivono antipsicotici è raddoppiato in dieci anni, fino a raggiungere i 54 milioni e oltre. L’uso off-label (cioè al di fuori dell’uso previsto nel foglietto illustrativo) è parimenti raddoppiato, indifferente alle multe salate, che poi così salate non sono se paragonate agli insensati guadagni che permettono di raggiungere. Com’è potuto succedere tutto questo? Soldi, soldi e ancora soldi. Un budget di 2,4 miliardi l’anno da destinare in pubblicità ha catapultato A e S. due farmaci così così e abbastanza pericolosi, al quinto e sesto posto per fatturato tra tutte le medicine vendute negli Stati Uniti. Il pressing a tutto campo con i medici di base ha portato a prescrivere un antipsicotico al 20% di tutti i pazienti con Disturbo d’Ansia. Il massiccio abuso di antipsicotici è folle e vergognoso: è il trionfo del marketing contro il buon senso e la buona pratica medica. (Alles Frances, p.129-130)

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